Le tecno-risorse umane


Alessandro Merlino, Direttore delle Risorse Umane di IGT, non ha dubbi sul ruolo che la tecnologia è destinata a giocare in azienda, anche in un ambito umanistico come il suo. Leggi la sua intervista…

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Alessandro Merlino non ha dubbi sul ruolo che la tecnologia è destinata a giocare in azienda, anche in un ambito umanistico come il suo: “Non è solo uno strumento per materie tecnico-scientifiche”, sottolinea il responsabile delle risorse umane di IGT. “E’ un abilitatore di qualunque cosa facciamo e il futuro della gestione del personale prevede sicuramente un uso più diffuso dell’intelligenza artificiale”.



Oggi la tecnologia pervade le aziende a 360 gradi, specialmente quelle che sviluppano soluzioni informatiche sofisticate come IGT dove, non a caso, i profili più ricercati sono quelli d’ingegneri gestionali, informatici, matematici ed esperti di statistica. Dietro al gioco, infatti, si nascondono algoritmi complessi in grado di gestire le attività online, proteggere il sistema e individuare comportamenti anomali per garantire il servizio e i suoi clienti.

Alcune di queste aziende, per esempio, hanno già adottato software avanzati per il riconoscimento e l’analisi delle espressioni facciali in grado di predire i modi e i tempi con cui un potenziale neoassunto potrebbe inserirsi nell’ambito aziendale.
Questa è solo una delle applicazioni di quel che in gergo si definisce HR Analytics, cioè la capacità di utilizzare un algoritmo per creare correlazioni fra miriadi di informazioni al fine di comprendere meglio il contesto. Altro esempio sono gli algoritmi per il blind hiring, programmi che analizzano i curricula senza l’intervento umano in modo da eliminare, almeno da una prima scrematura, i pregiudizi inconsci che le esperienze personali e il bagaglio culturale del selezionatore umano inevitabilmente porta con sé, al fine di aumentare la diversità all’interno dell’azienda. Questi due sono esempi piuttosto radicali di come l’analisi di grandi quantità di dati possa aiutare a prendere decisione più informate nell’ambito delle risorse umane. IGT è ancora in una fase intermedia e al momento mescola tecniche più tradizionali, come le valutazioni individuali e di gruppo, con altre più innovative, come videointerviste filmate direttamente dai candidati che servono per estrapolare un primo giudizio e testare la creatività dei candidati.

“La app darà l’opportunità di richiedere supporto a chi necessita competenze specifiche per sviluppare un determinato progetto”, spiega Merlino. “Questo crea una connessione più diretta per uscire dal modello classico: l’azienda elabora la strategia, identifica le competenze chiave e sviluppa i piani di formazione, che non è un modello sbagliato ma può rivelarsi meno adatto a un mercato che richiede cambi repentini”.
Il nuovo strumento, che sarà operativo dai primi mesi del 2020, renderà più facile soddisfare le priorità dell’azienda: gettare basi solide per una conoscenza tecnologica condivisa, creare interconnessioni per favorire le sinergie interne e allineare costantemente i valori aziendali con quelli individuali dei dipendenti.
“È un’opportunità – conclude Merlino – per cogliere le nuove sfide e anticiparle grazie agli input che vengono direttamente dai dipendenti”.

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