Accorciamo le distanze dell’apprendimento


Per il terzo anno consecutivo IGT ha sostenuto Compiti@casa, un progetto che contrasta la dispersione scolastica fornendo gratuitamente sostegno nello studio agli alunni in difficoltà delle scuole secondarie di primo grado. Con il supporto di studenti universitari nel ruolo di tutor.

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Curare la fragilità educativa con un programma di sostegno allo studio a distanza. Questo l’obiettivo di compiti@casa”, il progetto rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado con difficoltà di apprendimento ideato da Fondazione De Agostini in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino che IGT, da anni impegnata a supportare i giovani nella costruzione del proprio futuro, sostenuto insieme alla Fondazione Alberto e Franca Riva e alla Fondazione di Comunità Novarese.

La povertà educativa è uno dei principali fattori che produce diseguaglianze: i più colpiti sono i bambini e gli adolescenti che vivono in contesti sociali difficili a rischio di povertà assoluta, situazione in cui in Italia si trovano attualmente poco più di 2,18 milioni di famiglie (8,3% del totale da 7,7% nel 2021) e oltre 5,6 milioni di individui (9,7% in crescita dal 9,1% dell’anno precedente). (dati Istat 2022 – fonte www.istat.it). Un disagio economico che si traduce spesso in divario educativo: i ragazzi in situazioni economiche difficili hanno meno opportunità di realizzazione personale e di successo scolastico rispetto ai loro coetanei con situazioni economiche migliori.

Un’azione concreta per raggiungere gli alunni invisibili

compiti@casa è stata  un’azione concreta per contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica a sostegno deglialunni nello studio, attraverso la didattica a distanza ed il coinvolgimento di studenti universitari in qualità di tutor. Quattro edizioni, l’iniziativa si è svolta presso istituti scolastici di quartieri periferici di Milano, Torino, Novara, Roma, Napoli e Palermo per un totale di 10 scuole.

Attraverso attività di studio pomeridiano di 4 ore settimanali, l’iniziativa ha fornito sostegno e accompagnamento gratuiti ad alunni delle scuole secondarie di primo grado con difficoltà nell'apprendimento dell'italiano, della matematica e delle discipline scientifiche, che, non avendo certificazioni relative ai loro disturbi, non potevano beneficiare del sostegno a scuola né di percorsi mirati ed erano quindi a rischio esclusione e dispersione scolastica (alunni invisibili).

Gli incontri di studio, pensati come un rapporto dedicato di 1:2 o in taluni casi di 1:1,  sono stati tenuti da studenti dell’Università degli Studi di Torino, tutor selezionati tramite un apposito bando, opportunamente formati e remunerati dall'Università. Nuove - e giovani - figure di riferimento, quindi, che in un’ottica di peer education non solo hanno portato novità in termini di metodologie e contenuti, ma sono stati capaci di accorciare le distanze comunicative e di amplificare gli effetti del supporto a distanza, facendo leva sulla costruzione di un rapporto di fiducia e reciprocità.

Per le video-lezioni in sincrono e per la condivisione dei contenuti interattivi tutor e studenti hanno avuto a diposizione una piattaforma digitale, progettata e realizzata per il progetto dall’Università degli Studi di Torino. Inoltre, i ragazzi sono stati supportati nel colmare il digital divide.

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Coinvolgimento generazionale

Importante è anche il coinvolgimento di 37 docenti dell’Università e delle scuole di appartenenza. Quest’ultimi in particolare partecipano sia nella fase di individuazione dei ragazzi da inserire nel progetto, che, soprattutto, nel progressivo e costante confronto sull’andamento del percorso. Anche le famiglie degli alunni sono coinvolte attraverso la sottoscrizione di un vero e proprio piano formativo con la Fondazione De Agostini e la scuola.

 

OBIETTIVI

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